Ho passato settimane con la schiena inarcata, tendendo ogni muscolo nello sforzo di ritrovare l'equilibrio.
Trattenendo il respiro e temendo che qualcosa - un fatto insignificante, una sottile sensazione, ... - potesse rendere vano lo sforzo.
Ecco perché non ho scritto (di questo): paura di dire cose, che si erano realizzate soltanto a metà. Lentamente riconquistavo il gusto di ascoltare i testi delle canzoni.Diffidente mi avvicinavo alle buone notizie altrui.
Spaventata dall'idea che potessero farmi male e compromettere quei pochi pezzi che stavo (ri)mettendo insieme con sputi di saliva e dita tremolanti.
A Settembre ho smesso di lasciarmi scorrere nella vita. Sono uscita dall'acqua e mi sono messa a guardare.
Tutt'intorno c'erano sassi. Ne ho scelti alcuni, quelli più grossi, quelli con una forma che li rendeva più interessanti da esplorare.
Li ho gettati in acqua, in modo che potessero cambiarne il corso.
Per la prima volta non ho scelto in base a pro e contro. Ho esplorato, scommesso e investito su alcune cose, né migliori né peggiori. Semplicemente più importanti o più interessanti. Per me.
Per la prima volta ho pensato meno agli altri e più a me.
Per la prima volta ho deciso di lavorare meno.
Ho deciso di avere più tempo per quello che davvero conta.
E di avere più tempo per me.
Ho lavorato in silenzio. Ho lavorato paziente e tranquilla. Senza fretta.
E ora sono qui che osservo il mio operato per vedere cosa cambia e come cambia.
Già lo sento che qualcosa è diverso.
La corda dell'equilibrista è sparita e io non so se è perché i miei muscoli han trovato il giusto assetto. Non credo.

Non m'interessa più l'equilibrio.
Mi interessa avanzare. Incedere. Camminare.
Vedere quel che succede.
Lo sento che qualcosa è diverso.
Faccio le cose che mi va di fare.
Le faccio perché le voglio fare.
Non perché devo.
Non perché le fanno gli altri.
Ho smesso di far dipendere dagli altri le mie emozioni.
Oggi voglio che la mia felicità dipenda solo da me.

4 colpi:
dici che non c'è nessuno a rendere le cose speciali "a parte te"... beh... ma sei proprio tu che puoi rendere speciale la tua vita, darle significato!
non è una cosa per nulla facile, ma mi sembri già sualla buona strada, quando dici che non fai più dipendere le tue emozioni dagli altri, io per esempio su questo punto sono molto molto indietro... :-(
la solitudine non fa piacere (quasi) a nessuno, ma si può combattere :-)
Esatto Auryn! "A parte me" vuol proprio dire che ora ho ben chiaro che sta a me rendere bella la mia vita e darle un senso! Ecco...diciamo che l'ho capito...quanto a metterlo in pratica, ci sto provando! :-)
ehi, non scrivi più?
Eh Auryn...per fortuna-purtroppo scrivo solo quando sento il bisogno o il desiderio di farlo...e in queste settimane non sento nè l'uno nè l'altro. Ti ringrazio per l'attenzione...prima o poi ritorno e spero di trovarti ancora qui! :-)
Posta un commento